A Monte San Pietrangeli inaugurato l’ampliamento di Mancini Pastificio Agricolo firmato da Stefano Boeri Architetti: un nuovo volume circolare che si integra nella collina, dialoga con i campi di grano e rinnova l’identità produttiva dell’azienda marchigiana.

Monte San Pietrangeli, nelle campagne marchigiane, ospita il nuovo ampliamento di Mancini Pastificio Agricolo, firmato da Stefano Boeri Architetti e inaugurato l’8 luglio 2026. Un intervento che accompagna la crescita dell’azienda e trasforma l’espansione produttiva in un progetto di paesaggio, in dialogo costante con i campi di grano che circondano il complesso.

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Il pastificio, realtà unica in Italia per la filiera interamente interna ai propri terreni, conferma così la sua vocazione a unire architettura e agricoltura. Qui i tempi della produzione seguono i ritmi della natura e delle stagioni agricole, e il nuovo impianto nasce proprio dall’esigenza di rispettare questa filosofia, introducendo spazi aggiornati senza tradire l’identità originaria.

Veduta dell’ampliamento circolare di Mancini Pastificio Agricolo progettato da Stefano Boeri Architetti, immerso nei campi di grano

Un principio insediativo circolare che segue la collina

L’intervento parte dall’edificio esistente, costruito nel 2010 e trasformato nel 2017 su progetto dell’architetto Ernesto Paoletti, per configurarsi come un’addizione capace di rispondere alle nuove esigenze funzionali, logistiche e produttive. Invece di un semplice volume allineato, il nuovo progetto sviluppa un principio insediativo circolare che abbraccia e amplia lo spazio aperto centrale, sfruttando la pendenza naturale della collina.

Questa scelta permette di ridurre l’impatto visivo dell’ampliamento e allo stesso tempo di ottimizzare i flussi interni, dalla produzione al magazzino, fino alla logistica. Nel percorso di avvicinamento l’edificio si rivela progressivamente, fino a culminare in un elemento verticale: un totem che segna il nuovo ingresso, riequilibra l’orizzontalità dei volumi e diventa riferimento visivo per l’intero complesso.

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«Progettare per Massimo Mancini il luogo dove nasce una delle migliori paste italiane, prodotta seguendo criteri antichi di qualità e sostenibilità, è stata per noi un’esperienza profondamente formativa», racconta Stefano Boeri. Lo studio dei cicli del grano, dei tempi naturali di essiccazione e del ritmo delle stagioni ha guidato un’architettura che vuole apparire come una non novità, qualcosa che sembra essere sempre esistito tra le colline di Monte San Pietrangeli.

Dettaglio dei pannelli in cemento pigmentato di rosso e del totem d’ingresso dell’ampliamento del pastificio Mancini

Materia, colore e filari agricoli come elementi architettonici

Il progetto lavora in profondità sulla relazione tra architettura e paesaggio agricolo, a partire dal disegno del verde. Filari di ciliegi delimitano il nuovo volume e creano un porticato naturale ombreggiato, mentre arbusti e pergole coperte dal verde riprendono la tradizione dei filari come dispositivi di protezione, separazione e rotazione delle colture, reinterpretandola in chiave contemporanea.

Grande attenzione è dedicata anche alla ricerca materica, che garantisce continuità tra le diverse fasi di sviluppo del complesso. Le due facciate originarie, una in legno e una in cemento a vista, vengono uniformate da un nuovo rivestimento in elementi frangisole lignei, capace di dialogare con le architetture precedenti e di segnare al tempo stesso la distanza temporale fra gli interventi.

Le nuove volumetrie sono invece rivestite con pannelli prefabbricati in cemento caratterizzati da pigmenti rossi, che richiamano il colore della terra e ne restituiscono le variazioni cromatiche al mutare della luce. Alti fino a otto metri, i pannelli presentano una texture ondulata che genera ritmo e profondità attraverso il gioco di luci e ombre; lo stesso rosso colora il totem d’ingresso e l’area di accesso, diventando il filo conduttore cromatico dell’intero intervento.

Vista aerea del complesso di Mancini Pastificio Agricolo con l’ampliamento circolare immerso nelle colline marchigiane

Per Massimo Mancini, agronomo e fondatore del pastificio, il progetto è riuscito a coniugare l’esistente con forme e spazi pienamente rispettosi della terra, alla quale è ancorata la verità del loro modo di fare pasta. L’ampliamento firmato da Stefano Boeri Architetti segna così un nuovo capitolo nella storia dell’azienda agricola, attiva nella coltivazione di cereali dal 1938 e nella produzione di pasta dal 2010, rafforzando il legame tra impresa, territorio e cultura produttiva nel cuore delle Marche.

Foto: Ufficio Stampa

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