Ai Musei Vaticani parte un intervento quinquennale da 5,5 milioni di dollari per il restauro dell’ala ovest della Loggia di Raffaello, tra innovazione tecnologica e formazione di nuovi restauratori.

Alla Città del Vaticano prende il via un imponente progetto di restauro che avrà come protagonista la Loggia di Raffaello, uno dei complessi decorativi più celebri del Palazzo Apostolico. Per cinque anni l’ala ovest della Seconda Loggia sarà al centro di un cantiere che punta a restituire leggibilità e stabilità a un capolavoro del Rinascimento, grazie al sostegno del World Monuments Fund (WMF) e della Stephen A. Schwarzman Foundation, con un contributo di 5,5 milioni di dollari.

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L’annuncio ufficiale è stato dato il 24 giugno 2026 alle ore 11.00 nella Galleria Lapidaria dei Musei Vaticani, alla presenza della direttrice Barbara Jatta e dei rappresentanti delle istituzioni coinvolte. La Loggia, progettata da Raffaello e decorata tra il 1517 e il 1519 dai suoi allievi per papa Leone X de’ Medici, è lunga 65 metri, larga 4 e suddivisa in tredici campate con episodi biblici tratti da Antico e Nuovo Testamento.

Dettaglio delle decorazioni della Loggia di Raffaello ai Musei Vaticani
8. Controllo dei sollevamenti della pellicola pittorica, foto del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani, giugno 2026 (Copyright © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati)

Un capolavoro rinascimentale da salvaguardare

La Loggia di Raffaello è da secoli luogo di passaggio privilegiato per cardinali, alti prelati e ambasciatori, oltre che tappa imprescindibile del Grand Tour. Ammirata e copiata dai maggiori artisti italiani e stranieri, rappresenta una delle testimonianze più raffinate del linguaggio figurativo del primo Cinquecento. Alle scene bibliche sulle volte lavorò Giulio Romano, mentre gli elementi botanici, le grottesche e gli stucchi all’antica si devono in gran parte a Giovanni da Udine, con contributi di Perin del Vaga.

Nel tempo, però, la complessità delle tecniche pittoriche impiegate e le condizioni ambientali hanno compromesso gravemente lo stato di conservazione. La chiusura con vetrate delle arcate del lato est, realizzata tra il 1813 e il 1814 sotto la supervisione di Antonio Canova, ha modificato il microclima, favorendo la stagnazione dell’umidità e mettendo a rischio le delicate stesure a secco su stucco romano, le finiture a tempera e a calce, i festoni e i fondi in azzurrite.

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Restauratori al lavoro sulle volte affrescate della Loggia di Raffaello
7. Consolidamento della pellicola pittorica con iniezioni di adesivo, foto del Laboratorio di Restauro Dipinti e Materiali lignei dei Musei Vaticani, giugno 2026 (Copyright © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati)

Laser, formazione e nuovi impianti per il futuro della Loggia

Prima di avviare il cantiere sull’intera ala ovest, i Musei Vaticani hanno sperimentato un intervento pilota sulla sesta campata, articolato in due fasi tra il 2019 e il 2024. Come spiega il capo restauratore Paolo Violini, l’osservazione ravvicinata delle superfici ha portato a scegliere una metodologia di pulitura a secco, per salvaguardare le stesure originali estremamente sensibili ai trattamenti chimici. La risposta è arrivata dalla tecnologia laser, con un modello a fibra attiva che consente un controllo fine del livello di pulitura.

Questa metodologia sarà ora adottata su circa 1.300 metri quadri di superficie decorata, grazie al lavoro corale di oltre venti restauratori dei Musei Vaticani, in sinergia con la Direzione, il Reparto per l’arte dei secoli XV-XVI, il Gabinetto di Ricerche Scientifiche e l’Ufficio del Conservatore. Il progetto, sottolinea la presidente e CEO del WMF Bénédicte de Montlaur, si inserisce nell’iniziativa Legacy of Raphael: The Vatican and Beyond, resa possibile da una donazione complessiva di 14,275 milioni di dollari della Stephen A. Schwarzman Foundation.

Veduta d’insieme della Loggia di Raffaello nel Palazzo Apostolico
2. Veduta interna della Seconda Loggia, foto di A. Bracchetti, 2007 (Copyright © Governatorato SCV – Direzione dei Musei. Tutti i diritti riservati)

Un investimento sulla formazione dei restauratori

Il sostegno della Stephen A. Schwarzman Foundation, affiancato da quello dei Patrons of the Arts in the Vatican Museums, non riguarda solo il restauro in senso stretto. Come sottolinea Stephen Schwarzman, presidente della fondazione, l’eredità più duratura del progetto sarà costituita anche dai restauratori formati lungo il percorso, attraverso un programma dedicato alla conservazione delle pitture murali rivolto a professionisti del patrimonio culturale provenienti da tutto il mondo.

A completamento del restauro è prevista l’installazione di un nuovo impianto di illuminazione e di vetrate in grado di filtrare i raggi ultravioletti, ridurre il calore in ingresso e garantire condizioni più stabili per la conservazione, senza sacrificare la qualità ottica ed estetica degli spazi. La Loggia di Raffaello, patrimonio condiviso dall’umanità, si prepara così ad affrontare il futuro con strumenti all’avanguardia, nel segno di un equilibrio tra ricerca scientifica, tutela e trasmissione delle competenze.

Foto: Ufficio Stampa

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