Da Modena a L’Aquila, da Ferrara alle sedi diffuse: i Poli Culturali BPER trasformano palazzi storici, collezioni e archivi in una rete nazionale di luoghi aperti, educativi e inclusivi.
Milano, 10 giugno 2026 segna una tappa importante per BPER e La Galleria BPER, che presentano il progetto Poli Culturali BPER. Un Sistema di Patrimonio Diffuso. Un modello culturale integrato che mette in rete Modena, Ferrara, L’Aquila e una costellazione di sedi diffuse, trasformando palazzi storici, collezioni d’arte e archivi in luoghi aperti, accessibili e radicati nei territori.
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Custodire un patrimonio, per BPER, significa scegliere che relazione costruire con la memoria e con il futuro. I Poli Culturali nascono proprio da questa visione: non un insieme di sedi autonome, ma un sistema unitario che interpreta la cultura come infrastruttura sociale, leva di crescita educativa e responsabilità civile, con particolare attenzione alle nuove generazioni.
Modena, il centro che pensa il sistema
Il percorso prende avvio nel 2017 con la nascita de La Galleria BPER a Modena, dove la pinacoteca di Palazzo San Carlo diventa laboratorio curatoriale e progettuale. Qui si concentra il nucleo storico della collezione emiliano-romagnola, con opere dal Quattrocento al Settecento firmate da maestri come Lendinara, Correggio, i Carracci, Guercino, Guido Reni ed Elisabetta Sirani, accanto a presenze moderne e contemporanee.
Modena è il luogo della visione e del coordinamento del sistema: il centro che pensa, custodisce e mette in relazione le diverse anime del patrimonio BPER, oggi forte di oltre 10.000 opere, 2.500 capolavori di grande pregio, 27 mostre realizzate dal 2017 e un archivio storico con più di 7.000 unità archivistiche.

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L’Aquila e Ferrara, tra rinascita e interpretazione
All’Aquila, Palazzo Farinosi-Branconio è uno dei luoghi simbolo dei Poli Culturali BPER. Gravemente danneggiato dal sisma del 2009 e oggetto di un importante restauro conservativo, tornerà alla città nell’estate 2026 con una nuova funzione pubblica. Qui il percorso espositivo intreccia la storia artistica del territorio aquilano con le correnti figurative dell’Italia centro-meridionale tra Rinascimento e primo Novecento, presentando opere di Saturnino Gatti, Cola dell’Amatrice, il Maestro dei Polittici Crivelleschi, Luca Giordano, Mattia Preti, Salvator Rosa, Francesco Paolo Michetti e Teofilo Patini.
A Ferrara, Palazzo Barbantini-Koch ospita il polo dedicato alla pittura ferrarese ed emiliana dal Quattrocento al Novecento. Storica sede della cassa di risparmio cittadina, apre al pubblico come spazio culturale dedicato a uno dei nuclei più significativi della corporate collection, mettendo in dialogo opere, territorio e memoria. Tra gli artisti presenti figurano Tiziano Vecellio, Guercino, Ortolano, Giuseppe Zola, Filippo De Pisis, Giuseppe Mentessi, Gaetano Previati e Jules Van Biesbroeck.

Una rete di sedi diffuse e un grande archivio condiviso
Accanto ai tre poli principali, La Galleria BPER costruisce una rete di sedi diffuse a Genova, Brescia, Milano, Sondrio e Sassari. Dalla quadreria genovese e dal Barocco ligure a Palazzo Martinengo di Villagana con i nuclei lombardi, fino alla sede storica BPER Banca Private Cesare Ponti dedicata alla contemporaneità, ogni città interpreta il patrimonio secondo la propria identità culturale.
Il sistema è sostenuto da un articolato lavoro su collezioni e archivi: dipinti, sculture, disegni, stampe, arredi e beni archivistici che coprono un arco cronologico dal Quattrocento alla contemporaneità e disegnano una vera geografia culturale italiana, da Milano a Sassari, passando per Modena, Ferrara, Genova, L’Aquila e Avellino.

Educazione, digitale e governance culturale
La dimensione educativa è centrale: i Poli Culturali BPER sviluppano programmi educational, laboratori didattici, percorsi accessibili, attività per le scuole, conferenze e collaborazioni con istituzioni culturali. La cultura viene interpretata come infrastruttura civile capace di rafforzare il legame con i territori, generare partecipazione, promuovere inclusione e contribuire alla qualità dello spazio pubblico.
Un ruolo chiave è affidato all’Archivio Storico BPER, tra i principali nuclei archivistici bancari italiani, impegnato in un ampio progetto di digitalizzazione in collaborazione con il Dipartimento delle Digital Humanities dell’Università di Modena e Reggio Emilia per la pubblicazione di documenti sulla Digital library Lodovico. La governance del sistema è coordinata da Sabrina Bianchi, responsabile del Patrimonio Culturale di BPER, e da Greta Rossi, coordinatrice de La Galleria BPER, insieme a una rete di curatori, architetti, restauratori, università e partner come Migliore+Servetto, Progettisti Associati, Studio Inverardi, Il Sole 24 Ore Cultura, Civita Mostre e Musei e Moebius.
Così i Poli Culturali BPER si configurano come una piattaforma aperta di produzione culturale contemporanea, dove la memoria diventa materia viva per leggere il presente e immaginare il futuro.
Foto: Ufficio Stampa
