Alla Biennale Arte 2026 l’artista giapponese espone tra le collezioni di Ca’ Pesaro e gli spazi della Giudecca. Un percorso che intreccia acqua, memoria, archeologia e trasformazione.
Quando era bambino sognava di diventare archeologo. Oggi Keita Miyazaki espone alla Biennale Arte 2026 tra le sale del Museo d’Arte Orientale di Venezia e gli spazi della Giudecca, ma quel fascino per gli oggetti antichi non lo ha mai abbandonato. Anzi, è diventato il cuore della sua ricerca artistica.
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Con la mostra From Water To Form, visitabile fino al 13 settembre al Museo d’Arte Orientale di Ca’ Pesaro, l’artista giapponese costruisce infatti un dialogo tra passato e presente, tra manufatti storici e sculture contemporanee realizzate attraverso materiali industriali recuperati. Un confronto che nasce da una riflessione sull’acqua, elemento essenziale ma anche forza capace di trasformare radicalmente il mondo che ci circonda.
Keita Miyazaki e il significato dell’acqua tra Giappone e Venezia
«A volte l’acqua è molto potente per l’uomo. – racconta Miyazaki – In Giappone abbiamo vissuto il terremoto e lo tsunami del 2011. Molte delle parti di automobile che utilizzo provengono proprio dalle conseguenze di quell’alluvione. Da lì è iniziata la mia riflessione: qual è il significato dell’acqua? Perché è così importante per gli esseri umani?».

L’acqua attraversa l’intero progetto espositivo non soltanto come tema simbolico, ma anche come elemento concreto della creazione artistica. «La carta ha bisogno dell’acqua per essere realizzata e anche i componenti delle automobili vengono prodotti grazie all’acqua», spiega l’artista. Venezia, città costruita sull’equilibrio tra terra e laguna, diventa così il luogo ideale per sviluppare questa ricerca.
Il dialogo tra i tesori del Museo d’Arte Orientale e le opere contemporanee
Se l’acqua rappresenta il filo conduttore della mostra, il vero motore della poetica di Miyazaki è forse la sua passione per l’archeologia. «Quando ero bambino volevo diventare archeologo e amavo gli oggetti antichi. – racconta – Ho studiato i metodi tradizionali di fusione e gli oggetti archeologici sono sempre stati molto importanti nella mia vita. Mi aiutano a capire come le persone abbiano sviluppato la civiltà». Per questo motivo il confronto con la collezione del Museo d’Arte Orientale assume un significato particolare. Le opere contemporanee dialogano con armature, manufatti e oggetti provenienti dal Giappone del periodo Edo, creando una relazione che supera i secoli.

«Volevo avere una conversazione tra questi oggetti antichi e i miei oggetti contemporanei. – spiega Miyazaki – Per me è interessante osservare come le persone si siano sviluppate nel passato e immaginare come potranno svilupparsi in futuro. Spero che anche il pubblico possa percepire questo dialogo».
Alla Giudecca un confronto tra natura e industria
La mostra si estende anche oltre gli spazi museali. Alla Giudecca l’artista presenta una grande installazione all’aperto che mette in relazione le sue sculture con l’ambiente veneziano. Un contesto molto diverso rispetto ai musei in cui espone abitualmente.

«Normalmente mostro il mio lavoro all’interno degli edifici, mentre qui le opere sono completamente immerse nella natura. – racconta – Le parti di automobile che utilizzo provengono dagli sfasciacarrozze e hanno già una superficie trasformata dal tempo e dagli agenti atmosferici. Mi interessa osservare il rapporto tra questi materiali industriali e la natura». Pioggia, vento, umidità e luce diventano così parte integrante dell’opera. In una città come Venezia, dove l’acqua continua a modellare il paesaggio e la vita quotidiana, il dialogo tra natura e manufatto assume una forza ancora più evidente.
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Tra reperti antichi, rottami industriali e memoria collettiva, From Water To Form invita quindi a riflettere sul modo in cui gli esseri umani trasformano la materia e vengono a loro volta trasformati dagli elementi naturali. Un viaggio che parte dall’archeologia, attraversa la contemporaneità e guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Foto di Olivia Rainaldi via HF4