Oltre mille visitatori per Arte al Centro 2026 alla Fondazione Pistoletto Cittadellarte di Biella: inaugurati Hotel Cittadellarte, Terme Culturali e un ricco programma di mostre e progetti dedicati alla trasformazione sociale responsabile.

Biella ha accolto oltre 1000 visitatori per l’inaugurazione di Arte al Centro 2026, storica rassegna della Fondazione Pistoletto Cittadellarte giunta alla ventottesima edizione e inserita nel Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026. Una giornata di mostre, talk e attività gratuite ha ribadito la vocazione della Fondazione: fare dell’arte un motore di trasformazione sociale responsabile.

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Al centro di questa edizione il tema dell’accoglienza, intesa come pratica culturale e civile, affiancato a una visione del turismo come strumento di consapevolezza e responsabilità. Una direzione che conferma come l’arte, per Cittadellarte, non sia solo specchio del presente ma vero e proprio cantiere condiviso di futuro.

Minimum Prize 2026 e nuovi spazi tra arte e comunità

Tra i momenti chiave della giornata, l’opening ufficiale delle 18.30 e l’assegnazione del Minimum Prize 2026 a Giorgio de Finis e al MAAM – Museo dell’Altro e dell’Altrove di Metropoliz. Il riconoscimento sostiene esperienze capaci di generare cambiamento sociale attraverso l’arte, valorizzando il MAAM come pratica civica in cui arte, diritto, città, convivenza e accoglienza diventano caso di studio di rilievo europeo.

Nel suo intervento, de Finis ha ricordato come il MAAM abbia costruito una barricata d’arte a difesa del diritto all’abitare delle famiglie di Metropoliz, operando fuori da logiche economiche tradizionali e ottenendo, dopo quindici anni, la prospettiva di nuovi alloggi popolari e di un museo pubblico nella periferia est di Roma. Un esempio concreto di trasformazione dal basso, in sintonia con la visione di Cittadellarte.

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La giornata ha visto anche l’intervento del direttore Paolo Naldini, che ha sottolineato come mettere l’arte al centro della trasformazione significhi assumersi la responsabilità di creare insieme nuove forme di convivenza. Un’onda civica che Cittadellarte muove dagli anni Novanta, costruendo infrastrutture, spazi di apprendimento, ricerca e sperimentazione.

Camera d'autore con opera di Giuseppe Stampone all'Hotel Cittadellarte durante Arte al Centro 2026

Hotel Cittadellarte, Terme Culturali e le nuove mostre

Tra le principali novità dell’edizione 2026 spicca l’apertura di Hotel Cittadellarte, struttura ricettiva concepita come dispositivo artistico. Le 31 camere ospitano la mostra L’ospite Inatteso di Giuseppe Stampone, curata da Ilaria Bernardi: ogni stanza presenta un’opera, trasformando il soggiorno in esperienza espositiva, mentre negli spazi comuni una selezione di fotografie d’archivio ripercorre la storia della Fondazione e della rassegna.

All’esterno, gli interventi pittorici di Matteo Raw Tella richiamano simboli come il Terzo Paradiso e la giraffa, figura dell’ospite inconsueto e dello sguardo capace di andare lontano, contribuendo a un percorso immersivo tra arte, memoria e abitare. Grande partecipazione anche per il lancio di Terme Culturali, progetto di rigenerazione delle capacità creative e relazionali per gruppi e aziende a cura di Armona Pistoletto, approfondito in un convegno al Palazzo del Buongoverno con, tra gli altri, Pier Luigi Sacco, Adama Sanneh e Paola Tournour Viron.

Pubblico negli spazi della Fondazione Pistoletto Cittadellarte durante Arte al Centro 2026

Nel corso della giornata sono stati presentati i laboratori esperienziali delle Terme Culturali, come ManifestAZIONE, cerAMICA, MANOscritto e la fotoGRAFIA interiorista, dedicati ai processi decisionali, alla cura, alle dinamiche comunicative e alla consapevolezza dello sguardo. Ai partecipanti è stata donata la Chiave del viaggiatore consapevole, realizzata in collaborazione con Boglietti Gioielliere.

Installazioni e pubblico negli spazi espositivi di Arte al Centro 2026 a Biella

Mostre ed esposizioni

Nel Museo del Presente ha inaugurato la mostra Dans les plis – Ogni punto è il centro dell’universo, a cura di Ilaria Bernardi da un’idea di Giuliana Setari Carusi e Serena Pomilio, dedicata all’abito tradizionale di Scanno e alla plissettatura come metafora di trasformazione tra moda, arte e pensiero contemporaneo. Il percorso coinvolge il corso in Moda sostenibile dell’Accademia Unidee e l’Ufficio Moda Fashion B.E.S.T., includendo un Terzo Paradiso tessile di Laurent Barnavon.

Negli spazi della Fondazione sono esposte anche le opere di CirculART 4.0, progetto di Fashion B.E.S.T. e UNIDEE Residency Programs sviluppato con il Material Innovation Lab di Kering e partner tessili, che ridefinisce il dialogo tra arte contemporanea, moda e sostenibilità. Con Ecosystems as Living Communities Vol. II, a cura di Angela Serino in collaborazione con UniCredit Group, le ricerche di Emma Zerial ed Eliza Collin esplorano paesaggi alpini ed ecosistemi come sistemi relazionali.

Nel quartiere Centro trovano spazio l’Universario e la mostra Uffizi, progettate con Guardini Ciuffreda Studio e dedicate alla Formula della Creazione di Michelangelo Pistoletto e alle molteplici attività di Cittadellarte. Qui sono presentate anche le installazioni Selfie Robot / Selfie Interview e Mirror of Eternity, sviluppata con DMINTI e Galleria Continua, dove il segno del Terzo Paradiso si espande in una dimensione digitale co-creata dai partecipanti.

Il resto del programma

Al Palazzo del Buongoverno prosegue l’Agorà Statodellarte dedicata a Biella Città Arcipelago, con nuovo allestimento di Guardini Ciuffreda Studio, e sono visitabili le mostre UR-RA e Unity of Sport for a Preventive Peace di Pistoletto, insieme al filmato sulla proclamazione di Papa Francesco come Primo Santo dell’Arte.

Completano il programma la mostra di restituzione del progetto Erasmus+, realizzato da Ambienti di Apprendimento con scuole italiane ed europee, l’opera Popular Remission (2026) di Davide Carnevale, dedicata agli Artivatori del Terzo Paradiso e allo Statodellarte, e le proiezioni di AMAZONIA: relatos de abundancia di Sergio Racanati e del film Catartis – Conservare il Futuro di Ferdinando Vicentini Orgnani. Un intreccio di pratiche, linguaggi e comunità che conferma Arte al Centro come laboratorio vivo di cittadinanza aperta, libera e responsabile.

Foto: Ufficio Stampa

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