A Milano parte un nuovo restauro del celebre toro della Galleria Vittorio Emanuele II, consumato ogni giorno da migliaia di turisti che ripetono il rituale scaramantico della giravolta sul tallone.

C’è chi lo fa ridendo, chi si mette in fila per fotografarlo e chi ci gira sopra quasi come fosse un rito obbligatorio prima di lasciare Milano. Nel cuore della Galleria Vittorio Emanuele II, tra boutique storiche e turisti provenienti da tutto il mondo, il celebre toro dell’Ottagono continua a consumarsi sotto migliaia di talloni. Da oggi il mosaico simbolo della Galleria sarà infatti oggetto di un nuovo restauro. Le tessere rosa che compongono i genitali dell’animale — punto esatto in cui si compie il rituale della giravolta — si sono nuovamente erose, formando un piccolo cratere nel pavimento.

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«Migliaia di persone al giorno compiono il famoso gesto della giravolta sul tallone. – spiegano gli assessori Emmanuel Conte e Marco Granelli – Il punto portafortuna della Galleria si è consumato nel tempo. È arrivato quindi il momento di restituire al mosaico il suo aspetto originale».

La leggenda del toro della Galleria Vittorio Emanuele

Il toro raffigurato nel mosaico appartiene allo stemma di Torino, che all’epoca della costruzione della Galleria Vittorio Emanuele II era stata la prima capitale del Regno d’Italia. Il mosaico venne realizzato tra il 1865 e il 1877 all’interno dell’Ottagono centrale della Galleria, insieme agli altri stemmi simbolici dell’Italia unita. Secondo la tradizione, girare tre volte su se stessi poggiando il tallone destro sui genitali del toro porterebbe fortuna e garantirebbe il ritorno a Milano.

Ma dietro quella che oggi appare come una semplice attrazione turistica si nasconde anche una lettura più ironica. Secondo alcune ricostruzioni storiche, infatti, il gesto nacque originariamente come sfottò nei confronti della città di Torino e della Casa Savoia, per poi trasformarsi nel tempo in un rito scaramantico collettivo.

Un mosaico consumato dai turisti

L’usura del toro non è una novità. Il Comune di Milano interviene periodicamente per riparare il mosaico, diventato ormai una delle superfici più calpestate d’Italia. L’ultimo restauro risaliva al 2017, ma il continuo passaggio di visitatori ha rapidamente riportato il pavimento a uno stato critico. Da lunedì sono iniziate le operazioni preliminari per preparare manualmente le nuove tessere, mentre il piccolo cantiere allestito nell’Ottagono accompagnerà i lavori fino a sabato mattina.

Il restauro prevede la rimozione delle parti danneggiate fino a una profondità di circa 2,5 centimetri, seguita dal consolidamento e dalla posa delle nuove tessere attraverso un intervento artigianale eseguito sotto gli occhi dei passanti.

Il salotto di Milano tra storia e rituali

Inaugurata ufficialmente nel 1867 e progettata da Giuseppe Mengoni, la Galleria Vittorio Emanuele II è considerata uno dei primi centri commerciali moderni al mondo e uno dei simboli architettonici più riconoscibili di Milano. Con la sua monumentale copertura in ferro e vetro, i caffè storici e il grande Ottagono centrale, la Galleria è diventata nei decenni il salotto di Milano: un luogo attraversato da artisti, scrittori, musicisti, futuristi e personaggi della vita mondana cittadina.

Eppure, tra tutta la magnificenza architettonica della struttura, il punto che continua ad attirare più persone resta proprio quel piccolo cratere scavato nel mosaico del toro. Una ferita continua che racconta qualcosa di molto contemporaneo: il bisogno collettivo di aggrapparsi ancora a piccoli gesti scaramantici, anche dentro uno dei luoghi più eleganti e fotografati d’Italia.

Revenews