Il Cimitero Monumentale di Pavia si apre a cittadini e visitatori con due nuovi itinerari curati da Ad Artem: un percorso narrativo e una visita esperienziale per leggere arte funeraria, memoria e identità collettiva.

Il Cimitero Monumentale di Pavia, noto anche come cimitero di San Giovannino, esce dall’immaginario di semplice luogo di raccoglimento per proporsi come un vero museo a cielo aperto. Grazie a un nuovo calendario di iniziative culturali promosso dal Comune di Pavia in collaborazione con Ad Artem, il complesso diventa spazio vivo di storia, identità e comunità.

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Nel corso dell’anno sono previste visite guidate che permettono di leggere sculture, architetture e iscrizioni come un grande racconto collettivo. Tra le proposte spiccano due itinerari ideati da Ad Artem: Il custode della memoria, un percorso narrativo, e Il caso Monumentale, una visita esperienziale costruita come un’indagine tra monumenti e cappelle.

Veduta del Cimitero Monumentale di Pavia con architetture e sculture

Il custode della memoria: la voce di Pietro Moiraghi

Il custode della memoria è un itinerario che accompagna i partecipanti nel silenzio del cimitero seguendo idealmente la voce di Pietro Moiraghi (1857-1899), sacerdote, studioso e storico pavese. Le sue ricerche sulla città, sui pittori locali e persino sulla visita di Torquato Tasso a Pavia diventano filo conduttore per rileggere il camposanto come luogo in cui arte e ricordo si intrecciano.

La visita si articola in cinque tappe tematiche dedicate a personalità che hanno segnato la storia scientifica, religiosa, imprenditoriale e culturale di Pavia, includendo anche un monumento familiare emblematico. Attraverso il racconto della guida e brevi letture tratte da documenti storici e testi letterari, il percorso invita a riflettere sul valore civile della memoria e sul ruolo del cimitero come spazio capace di parlare al presente.

La proposta si configura come esperienza partecipativa e rispettosa, in cui l’osservazione condivisa dei dettagli artistici e il dialogo con il gruppo trasformano la visita in un momento di ascolto e connessione tra passato e identità contemporanea.

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Il caso Monumentale: indagine tra epigrafi e simboli

Il caso Monumentale propone invece una visita esperienziale costruita come un’indagine. Ai partecipanti viene consegnata una scheda con indizi visivi e testuali: frammenti di epigrafi, dettagli iconografici, tracce da interpretare. L’identità della figura protagonista resta inizialmente nascosta, per lasciare spazio all’osservazione e alla deduzione personale.

L’itinerario si sviluppa tra monumenti e cappelle, invitando a leggere il linguaggio dell’arte funeraria come un sistema di segni da decifrare. Tappa dopo tappa, ogni elemento contribuisce a costruire un racconto che conduce verso una comprensione più profonda del valore storico e civile di questi luoghi. Nel momento conclusivo, le ipotesi del gruppo vengono confrontate con la storia reale, rivelando il legame tra memoria individuale e identità collettiva.

Dettaglio di monumento funerario al Cimitero Monumentale di Pavia

Un luogo di storia tra vigneti, pantheon e cittadini illustri

Il Cimitero Monumentale di Pavia sorse alla fine del Settecento in un’area allora circondata da vigneti, accanto a una piccola chiesa dedicata a San Giovanni delle Vigne. Nel 1788, con la chiusura del cimitero dell’ospedale San Matteo, si spostarono numerosi resti nel nuovo camposanto, inaugurato ufficialmente il 7 novembre 1798 con una cerimonia pubblica.

Per decenni il luogo rimase poco frequentato e poco curato, mentre molte famiglie continuavano a preferire sepolture più vicine al centro cittadino o in proprietà private. Dopo l’Unità d’Italia, il Comune avviò un ampio progetto di trasformazione, affidato prima all’architetto Vincenzo Monti e poi ad Angelo Savoldi: i lavori, iniziati nel 1879 e conclusi nel 1912, conferirono al complesso l’aspetto monumentale che conosciamo oggi.

All’ingresso si trova anche un piccolo pantheon dedicato ai cittadini illustri di Pavia. Del vecchio cimitero, invece, sopravvivono ancora alcune lapidi e rare decorazioni in maiolica ottocentesca. Un patrimonio che i nuovi percorsi firmati Ad Artem restituiscono a cittadini e visitatori con strumenti di lettura chiari, coinvolgenti e rispettosi.

Scorcio del Cimitero Monumentale di Pavia con viali alberati e cappelle

Fondata a Milano nel 1993, Ad Artem è oggi una delle realtà più riconosciute nella progettazione di esperienze culturali in Italia, attiva tra musei, mostre e siti storici. Con percorsi su misura e contenuti scientificamente validati, il team guidato da Adriana Summa ed Elena Rossi ha coinvolto nel solo 2025 oltre 260.000 partecipanti in più di 9.400 attività, confermando una visione in cui arte e cultura diventano strumenti di crescita condivisa.

Foto: Comune di Pavia, Stefano Barattini, Stefano Mangano

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