A Niguarda nasce la Nuova Cittadella degli Archivi: 200 km di documenti, robot archivisti e tecnologie avanzate trasformano l’archivio comunale milanese in un polo europeo all’avanguardia.

Milano inaugura la Nuova Cittadella degli Archivi in via Gregorovius 7, nel quartiere Niguarda, portando la capacità complessiva del polo archivistico comunale a 200 chilometri lineari di documenti. Un traguardo che rende l’archivio cittadino il più grande d’Europa, secondo solo a quello di Parigi, e segna un passaggio decisivo nella gestione e valorizzazione della memoria documentale del Comune.

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Cuore dell’intervento è il nuovo impianto meccanizzato, inaugurato il 13 maggio 2026 alla presenza del sindaco Giuseppe Sala, degli assessori Gaia Romani e Tommaso Sacchi, del direttore della Cittadella Francesco Martelli, del presidente di MM Elio Franzini e di Alberto Ponchio per Campari Group. A movimentare i faldoni sono due robot archivisti di ultima generazione, Eustorgio e il nuovo Ansperto, che trasformano l’archivio in una macchina ad alta efficienza.

Veduta interna della Nuova Cittadella degli Archivi di Milano con scaffalature automatizzate

Ansperto, il robot che unisce memoria e innovazione

Il protagonista della nuova stagione è Ansperto, robot archivista che affianca Eustorgio nel nuovo impianto. Il nome rimanda al vescovo milanese del IX secolo, che chiamò a Milano i monaci irlandesi per ampliare lo Scriptorium Ambrosianum, facendone un centro cruciale di copiatura e trasmissione dei testi antichi. Una scelta che lega idealmente la missione della Cittadella a una tradizione millenaria di cura del sapere.

Dal punto di vista tecnologico, il complesso si colloca ai massimi livelli internazionali: climatizzazione controllata, ambienti deossigenati con azoto che eliminano il rischio di incendi e muffe, vasche di raccolta dell’acqua pensate per resistere a eventi estremi. La movimentazione automatizzata dei faldoni avviene ad alta velocità, con una precisione e una sicurezza che ridisegnano gli standard di conservazione.

Nel suo intervento, il sindaco Sala sottolinea come l’innovazione sia diventata uno strumento abilitante del sapere e della conoscenza, permettendo alla Cittadella degli Archivi del Comune di Milano di imporsi come riferimento europeo. Gli archivi, ricorda, restano materia viva: fondamento di cultura, oggetto di studio e segno di civiltà per la società contemporanea.

Dettaglio del robot archivista Ansperto in funzione tra i faldoni della Cittadella

Un polo culturale aperto alla città e al territorio

L’ampliamento della Cittadella consente al Comune di considerare sostanzialmente risolta la gestione dei propri archivi cartacei e di aprire una nuova fase: mettere a disposizione spazi e competenze per l’intero territorio metropolitano. Sono già numerose le richieste da parte di istituzioni culturali, fondazioni ed enti associativi, spesso custodi di patrimoni documentali di grande valore ma privi di luoghi adeguati per conservarli.

L’assessora Gaia Romani rivendica un percorso che ha trasformato la Cittadella da luogo esclusivamente amministrativo a spazio vivo, animato da mostre, progetti artistici e iniziative civiche. Oggi il polo di via Gregorovius è un presidio riconosciuto per Niguarda, capace di dialogare quotidianamente con i cittadini e di interpretare il cosiddetto boom archivistico che riporta i depositi documentali al centro della vita culturale.

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Parallelamente, il sito investe nella sfida della digitalizzazione: nuovi scanner ad altissima tecnologia permettono la riproduzione dei documenti, mentre sistemi di tracciatura basati su NFC e RFID rendono più trasparente e avanzata la gestione dei flussi documentali. Centrale è anche il proseguimento della collaborazione con le università milanesi, partner essenziali nel collegare patrimonio archivistico, ricerca e innovazione.

Spazi della Cittadella degli Archivi di Milano con percorsi di visita e aree pubbliche

The Red View e il legame tra Milano e Campari

In occasione dell’inaugurazione del nuovo impianto di archiviazione, Campari rinnova il proprio legame con la città con il progetto culturale The Red View – Beyond The Surface, aperto al pubblico dal 14 al 16 maggio presso la Cittadella degli Archivi del Comune di Milano. A cura di Galleria Campari, l’iniziativa intreccia una mostra, podcast live e un murales firmato Gio Pastori, mettendo al centro la memoria collettiva e raccontando Milano come luogo di creatività, cultura e sperimentazione.

L’assessore alla Cultura Tommaso Sacchi legge nella rinnovata Cittadella il segno di una trasformazione più ampia: l’incontro tra il patrimonio custodito nei depositi e le tecnologie più innovative. Spazi un tempo percepiti come polverosi diventano luoghi dinamici, attraversati da digitalizzazione, catalogazione avanzata e nuovi strumenti di accesso e consultazione, in cui memoria e innovazione si intrecciano e rendono gli archivi sempre più centrali per la vita culturale della città.

Foto: Ufficio Stampa

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