Il Museo Laboratorio della Mente al Santa Maria della Pietà rinnova il suo percorso immersivo: arte, tecnologie digitali e testimonianze dirette per ripensare la salute mentale come spazio di diritti, memoria e inclusione sociale.
Nel restaurato Padiglione 6 del complesso del Santa Maria della Pietà, il Museo Laboratorio della Mente si conferma uno dei più originali progetti italiani dedicati alla memoria psichiatrica e alla salute mentale. Nato nel 2000, il museo racconta la storia dell’istituzione manicomiale e invita a riflettere sul tema della diversità e dell’esclusione sociale, a partire dalle esperienze di chi vive o ha vissuto una condizione di disagio mentale.
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Ideato nello storico allestimento multimediale di Studio Azzurro, il percorso si presenta come un museo di narrazione immersivo, dove elementi reali e virtuali si intrecciano in un impianto multitestuale che chiama in causa in modo attivo lo spettatore. Accanto alle opere del collettivo, trovano spazio la collezione scientifica e i reperti storici dell’ex manicomio, insieme a una collezione di arte irregolare formatasi tra anni Ottanta e Novanta del Novecento.
Un percorso immersivo tra memoria, testimonianze e nuove tecnologie
Inserito nel Dipartimento di Salute Mentale della ASL Roma 1, il museo condivide gli spazi del parco del Santa Maria della Pietà con altri servizi socio-sanitari e si configura come luogo di confronto tra professionalità diverse. L’installazione Portatori di storie, che apre il nuovo percorso espositivo, rende esplicita questa vocazione: il visitatore può incontrare, in scala reale, operatori, utenti e familiari, ascoltandone le testimonianze solo scegliendo di interagire con loro.
Le storie di chi si confronta quotidianamente con il disagio mentale proseguono e si approfondiscono nelle altre installazioni, costruendo un itinerario che mette al centro la dimensione relazionale dei servizi di salute mentale. Il rilievo assunto negli anni dal museo è testimoniato da riconoscimenti come il Premio ICOM Italia 2010 come Museo dell’anno per l’innovazione e l’attrattività nei rapporti con il pubblico, il Marchio di Qualità della Regione Lazio e la menzione speciale ANMLI nel 2014 come Museo Innovativo.

Il progetto Portatori sani di diversità
Dal 2020 al 2025 il Museo Laboratorio della Mente ha ulteriormente ampliato la propria azione con il progetto Portatori sani di diversità, vincitore dell’avviso pubblico di Lazio Innova dedicato alle tecnologie per la valorizzazione del patrimonio culturale del DTC. In collaborazione con BluecinemaTV e con la ASL Rieti come partner, è nato così il primo stadio del Museo della Salute Mentale presso l’ex ospedale psichiatrico San Francesco di Rieti, raccontato sul sito Museo della Salute Mentale.
Da questa esperienza prende forma una rete MAB (Musei, Biblioteche, Archivi) tra i Dipartimenti di Salute Mentale di ASL Roma 1 e ASL Rieti, unica nel Servizio Sanitario Regionale e Nazionale. La rete consente di sviluppare programmi di promozione della salute mentale per giovani e adolescenti anche attraverso applicazioni digitali innovative, come la piattaforma Portatori sani di diversità, e nuovi allestimenti tecnologici basati su sistema OLOS® e Intelligenza Artificiale Generativa.
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Welfare culturale, inclusione e pratiche di cura condivise
Nella nuova sede del Padiglione 6, il museo ha attivato con la Direzione del Dipartimento di Salute Mentale un progetto che coinvolge otto pazienti dei Servizi di Salute Mentale della ASL Roma 1 e due tutor selezionati tra i giovani del Servizio Civile Universale. Impegnati in un tirocinio di lavoro all’interno del museo, questi partecipanti attivano un dialogo diretto con i visitatori, contribuendo ad abbattere stigma e pregiudizi sulle malattie mentali e arricchendo lo staff con nuovi talenti e competenze.
Finanziato da Roma Capitale, Dipartimento Politiche Sociali e Salute, il progetto è indicato come esempio di resilienza e di buone pratiche riabilitative della ASL Roma 1, che rafforza così il proprio ruolo nel sensibilizzare istituzioni e società civile sui temi dell’inclusione sociale, della restituzione di soggettività e dell’occupabilità delle persone con disturbi mentali.

Il Museo Laboratorio della Mente ha assunto il ruolo di genius loci del Santa Maria della Pietà, configurandosi come centro di studi e ricerche sulle memorie materiali e immateriali e sulla storia dell’assistenza psichiatrica. Questo ruolo è riconosciuto anche nel progetto di riqualificazione del “Parco della Salute e del Benessere” promosso da ASL Roma 1, Regione Lazio e Roma Capitale.
Un nuovo modello di salute
Inserito nel piano di riqualificazione del complesso, il museo contribuisce alla costruzione di un nuovo modello di salute ispirato all’approccio One Health, orientato a una cultura della prevenzione, della sostenibilità e della solidarietà globale. Nel tempo il museo è divenuto un case study a livello regionale, nazionale e internazionale, capace di dimostrare come le arti e la documentazione possano affiancare le pratiche terapeutiche e sostenere le relazioni di cura.
La consapevolezza dell’importanza dei crossover culturali tra salute, cultura, istruzione e lavoro è alla base dei nuovi servizi di salute mentale per l’empowerment e l’engagement comunitario. Presentandosi oggi alla comunità con il valore sociale e civile delle sue azioni, il Museo Laboratorio della Mente incrementa le opportunità di intervento attraverso programmi di welfare culturale e innovazione tecnologica, promuovendo la diversità, l’alterità e una cultura dell’inclusione a tutela del sistema pubblico delle cure della ASL Roma 1.
Foto: Ufficio Stampa