A Milano nasce il Monastero Ambrosiano progettato da Stefano Boeri Architetti: un nuovo spazio di spiritualità, dialogo interreligioso e confronto tra saperi nel cuore del distretto MIND.
Nel distretto dell’innovazione di MIND, nell’area dell’ex Expo 2015 a Milano, la Diocesi di Milano ha presentato l’ambizioso progetto del Monastero ambrosiano, firmato dallo studio Stefano Boeri Architetti. Annunciato l’11 maggio 2026 nella cornice dell’Abbazia di Chiaravalle, il nuovo complesso diventerà un luogo di spiritualità, dialogo interreligioso e confronto tra saperi, pensato per inserirsi nel tessuto vivo di MIND Milano Innovation District.
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Il progetto nasce dalla volontà della Chiesa ambrosiana di accompagnare la trasformazione di un nuovo pezzo di città in continuità con stagioni decisive del passato, come la ricostruzione postbellica, quando sviluppo urbano e crescita ecclesiale furono pensati in modo integrato. In questo scenario il Monastero ambrosiano si propone come risposta alle sfide del XXI secolo, mettendo in relazione fedi, culture e scienze della vita che popolano il distretto.
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Un monastero contemporaneo nel cuore di MIND
Il complesso sorgerà all’incrocio tra Cardo e Decumano, in un’area che entro il 2030 è prevista ospitare circa 70mila persone tra residenti, lavoratori e studenti. Pur senza un cronoprogramma definito, la Diocesi auspica l’apertura del nuovo spazio entro i prossimi tre anni. Il modello di riferimento è quello del monastero come forma capace di tenere insieme vita spirituale, sapere e accoglienza, con una presenza stabile di pastorale ordinaria affidata a una piccola comunità e una grande aula ecclesiale al centro del complesso.

Il progetto, sviluppato su 2.700 m² complessivi di cui 1.100 m² di spazi aperti, reinterpreta l’archetipo del chiostro come luogo introverso ma permeabile, articolato attorno a tre dimensioni fondamentali: cura, dialogo e ricerca spirituale. Il chiostro a pianta triangolare, posizionato proprio sull’intersezione tra Cardo e Decumano, si aprirà ai flussi di cittadini e fedeli che, ispirati dalle diverse comunità religiose, si prenderanno cura del Giardino delle Religioni e delle sue piantumazioni.
Il chiostro è cinto da un porticato aperto sui lati principali che abbraccia il giardino e prosegue verso nord fino a creare una grande Vela ascendente: in questo spazio si apre la navata centrale della nuova Casa Pastorale, che sale verso nord e ospita nel punto apicale l’altare. La chiesa, ad impianto trigono, è progettata per accogliere fino a 300-350 fedeli ed è integrata da ambienti per attività comunitarie.
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Chiostro delle Religioni, Giardino e Biblioteca
Accanto alla grande aula ecclesiale, il Monastero ambrosiano accoglierà un Chiostro delle Religioni come prima soglia di accoglienza e apertura, un Giardino delle Religioni dove le diverse tradizioni monoteiste presenti a Milano saranno richiamate simbolicamente attraverso le essenze vegetali, e una Biblioteca delle Religioni dedicata allo studio, alla formazione e al confronto tra discipline e tradizioni religiose.

La Biblioteca, concepita come un prisma trapezoidale e trasparente, ospiterà aule studio, un anfiteatro all’aperto, ambienti multifunzionali e una sezione dedicata alla cura pastorale con cinque residenze annesse. In copertura, tra i ciliegi di un piccolo bosco, saranno collocate alcune statue provenienti dai Depositi della statuaria della Veneranda Fabbrica del Duomo, in un gesto simbolico che rende più accessibile alla cittadinanza un patrimonio storico altrimenti poco fruibile.

Nelle parole dell’arcivescovo Mario Delpini, in MIND si incontrano conoscenza, ricerca, talenti, affari, natura e vita, e proprio nel cuore della città dell’innovazione si affaccia la domanda sul senso del tutto, invocando l’incontro tra scienza e sapienza, tra tecnologia e umanesimo. Per Igor De Biasio, amministratore delegato di Principia Spa, la presenza del Monastero ambrosiano conferma la vocazione inclusiva del distretto, dove soggetti pubblici, privati, scientifici, culturali e religiosi contribuiscono insieme a un nuovo modello di città.
Come sottolinea Stefano Boeri, il complesso è pensato come un monastero contemporaneo, con un’architettura unitaria e aperta che mette in relazione la nuova chiesa, il prisma trasparente della Biblioteca delle Religioni e il chiostro triangolare del Giardino delle Fedi. Un abbraccio spaziale che traduce in forma costruita l’intenzione di promuovere coesione sociale, dialogo interreligioso e produzione di conoscenza nel cuore dell’innovazione milanese.
Foto: Ufficio Stampa
