Dal 13 al 15 maggio 2026 il teaser di ‘Apokálypsis’ di Max Falsetta Spina trasforma uno degli schermi simbolo di Times Square in un dispositivo critico tra arte, cinema e AI.

Tra la 7th Avenue e la 42nd Street, nel cuore di New York, uno degli schermi più riconoscibili di Times Square si trasforma per tre giorni in un campo di sperimentazione visiva. Dal 13 al 15 maggio 2026 l’artista e autore visivo Max Falsetta Spina presenta Apokálypsis, teaser del suo nuovo cortometraggio, che reinterpreta il testo dell’Apocalisse come processo di rivelazione piuttosto che come semplice fine del mondo.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

Visual di Apokálypsis di Max Falsetta Spina proiettato su maxi schermo a Times Square

L’intervento visivo, pensato per i circuiti DOOH, interrompe il flusso continuo della comunicazione pubblicitaria per introdurre un linguaggio simbolico e narrativo nello spazio urbano globale. In questo contesto, Times Square diventa un laboratorio a cielo aperto in cui arte, cinema e intelligenza artificiale si intrecciano, trasformando lo schermo in un dispositivo critico capace di orientare lo sguardo.

Apokálypsis, tra archetipi, AI e visioni simboliche

Apokálypsis nasce dalla volontà di rileggere l’Apocalisse in chiave contemporanea, mettendo al centro la rivelazione delle strutture invisibili che attraversano la storia umana. Attraverso immagini fortemente evocative, il progetto indaga le dinamiche del potere, della percezione e della realtà, costruendo un sistema visivo fondato su archetipi e simboli universali: dai quattro cavalieri – guerra, carestia, conquista e morte – alla figura della Bestia come struttura capace di generare consenso.

Frame di Apokálypsis con iconografia apocalittica e simboli archetipici

L’opera si sviluppa su tre livelli: un teaser di 20 secondi pensato per gli schermi urbani, un reel da 95 secondi e un cortometraggio di 6 minuti. Tutto il materiale visivo è realizzato tramite intelligenza artificiale, con una direzione autoriale che lavora su composizione, luce e costruzione cinematografica dell’immagine. Numeri, colori e creature diventano linguaggio: il 7 come completezza, il 6 come imperfezione, il 666 come volto nascosto del potere, mentre l’Agnello si oppone al Drago in una tensione continua tra luce e oscurità.

LEGGI ANCHE: Il Periodo Africano di Picasso: la spiritualità delle maschere africane e l’inizio del Cubismo

Dalla piazza globale alla mostra immersiva a Milano

La presentazione a Times Square è solo il primo capitolo di un progetto pensato per espandersi nel tempo e nello spazio. Tra autunno e inverno 2026 Apokálypsis approderà a Milano con una mostra in fase di definizione, pensata per una location di forte impatto architettonico, come una chiesa sconsacrata o uno spazio di rilevanza simbolica. L’esposizione sarà concepita come installazione immersiva site-specific, articolata tra proiezione del cortometraggio su maxi ledwall, circa trenta opere su tela derivate dalle scene principali, interventi di luce, laser e proiezioni sulla facciata esterna.

Visual di Apokálypsis con elementi digitali destinati alla futura mostra immersiva a Milano

In questo contesto il vernissage viene ripensato come parte integrante del lavoro: un dispositivo percettivo in cui l’esperienza condivisa diventa essa stessa opera. Elementi come il drink REVELATION, che evolve da una condizione opaca a una rivelazione cromatica, o il food THE VEIL, che si apre rivelando un interno nascosto, amplificano il tema del disvelamento e della fine dell’illusione evocato dall’artista.

Un formato itinerante tra città e immaginari

Apokálypsis è concepito come formato espandibile e itinerante, pensato per svilupparsi in diversi contesti urbani e culturali. Dopo New York e la futura tappa milanese, il progetto guarda a città come Torino, Venezia, Bologna, Firenze, Roma, Napoli, Catania, Palermo e Cagliari, dove l’intervento visivo potenziato da AI art e blockchain potrà declinarsi in nuovi dialoghi con lo spazio pubblico.

Elaborazione visiva di Apokálypsis con cavalli e figure simboliche in ambiente digitale

Coniato come NFT su blockchain e accompagnato da tele fisiche tratte dalle scene principali, il progetto si inserisce in una fase di trasformazione del linguaggio artistico contemporaneo, in cui l’opera si sposta dalla dimensione espositiva tradizionale verso esperienze immersive e partecipative. Come afferma Max Falsetta Spina, l’Apocalisse non è la fine del mondo, ma la fine dell’illusione: il momento in cui ciò che è nascosto diventa visibile e la storia rivela la propria direzione.

Foto: Ufficio Stampa

Revenews