Il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano presenta il primo manifesto etico dedicato all’intelligenza artificiale nei musei: nove punti per difendere spirito critico, trasparenza e tutela del patrimonio.

L’intelligenza artificiale entra sempre di più nei musei. Aiuta a catalogare archivi, scrivere contenuti, tradurre testi, progettare percorsi educativi, analizzare dati e migliorare la comunicazione con il pubblico. Ma proprio perché il suo utilizzo si sta espandendo così rapidamente, qualcuno ha iniziato a chiedersi se servano regole chiare.

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A farlo è stato il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano di Torino, che in occasione di Biennale Tecnologia ha presentato il primo manifesto italiano per l’uso consapevole dell’intelligenza artificiale nei musei.

Perché il Museo del Risorgimento ha deciso di scrivere un manifesto sull’IA

Non si tratta di un documento tecnico, ma di una presa di posizione culturale. Il museo ha scelto di fissare alcuni principi per guidare l’utilizzo dell’IA nelle attività quotidiane, dalla conservazione alla catalogazione, dalla produzione di contenuti fino alla mediazione con il pubblico. L’idea di fondo è semplice: l’intelligenza artificiale può essere utile, ma non può sostituire il giudizio umano.

Tra i nove punti del manifesto compare infatti la centralità dello spirito critico e della responsabilità dei professionisti museali, che restano al centro dei processi di ricerca, progettazione ed editing. Il museo sottolinea anche la necessità di verificare sempre contenuti e fonti, di rispettare la deontologia professionale e di proteggere il patrimonio materiale e immateriale.

Uno dei punti più interessanti riguarda la trasparenza: il museo si impegna a comunicare quando utilizza strumenti di IA per creare contenuti e a garantire la protezione e l’anonimizzazione dei dati personali degli utenti. Un altro aspetto centrale è la formazione continua del personale, considerata necessaria per utilizzare questi strumenti senza subirli.

Perché l’IA nei musei non può essere solo una questione tecnologica

Forse però il passaggio più forte è l’ultimo: «L’IA è una possibilità, non un obbligo». In un momento in cui molte istituzioni sembrano rincorrere la tecnologia solo per paura di restare indietro, il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano prova a ricordare che nei luoghi della cultura l’innovazione ha senso solo quando migliora davvero il rapporto tra patrimonio, conoscenza e persone.

Foto: Shutterstock

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