Nel cuore di Trastevere, inaugurata l’installazione – museo di Alessandro Calizza per Greenpeace Italia, che trasforma i dati sulla crisi climatica in un’esperienza immersa e collettiva.

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Nel cuore di Roma a Trastevere, è stata inaugurata GEA 2076 – Ricordi dal futuro, la mostra realizzata dall’artista Alessandro Calizza per Greenpeace Italia. Un esercizio di memoria anticipata, un tentativo di guardare da lontano quello che stiamo già vivendo in questo momento. L’installazione-museo di Calizza, visibile al pubblico fino a domenica 12 aprile nella piazza di San Cosimato, si articola in tre aree distinte che guidano il visitatore attraverso un percorso espositivo integrato accessibile e interattivo. Uno spazio espositivo volutamente lontano dai luoghi d’arte tradizionali.

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«L’installazione non nasce per generare timore o ansia – spiega l’artista – ma punta a stimolare una partecipazione consapevole alla vita pubblica». Il dispositivo, come lo chiama Calizza, vuole parlare ai giovani e ai meno giovani con un linguaggio capace di lasciare veramente qualcosa: non la fruizione passiva di un’opera, ma l’innesco di un dialogo.

Il report Quanto costa all’Italia la crisi climatica?

Un dialogo che trova il suo fondamento nei numeri, che qui sono tutt’altro che simbolici. In occasione dell’apertura della mostra, Greenpeace Italia ha diffuso i dati regionali del report Quanto costa all’Italia la crisi climatica?, elaborato su fonti ISPRA e Dipartimento della Protezione Civile. Per il Lazio, il quadro è netto: tra il 2015 e il 2024, gli eventi meteo idrogeologici esterni come frane alluvioni esondazioni, hanno causato quasi 155 milioni di euro di danni. A fronte di questo, i governi che si sono succeduti hanno stanziato poco più di 27 milioni di euro. Appena il 18% delle coperture necessarie. La regione si posiziona al quindicesimo posto tra le più colpite d’Italia, ma al settimo per investimenti nella prevenzione del dissesto idrogeologico con 674 milioni di euro destinati al settore nel decennio considerato.

«Quasi 155 milioni di euro di danni in dieci anni: il Lazio mostra con drammaticità quanto la crisi climatica non sia un futuro ipotetico, ma una realtà che già oggi colpisce u nostri territori e le nostre comunità» dichiara Chiara Campione, Direttore esecutiva di Greenpeace Italia. Ed è proprio questa la forza concettuale di GEA 2076: mettere in relazione il dato freddo con l’esperienza corporea, trasformare la statistica in percezione.

Gli eventi collaterali

Il week end in cui la mostra sarà visitabile, si animerà anche con un programma di eventi collaterali. Sabato 11 aprile, dalle 11 alle 18, ci sarà il laboratorio per bambini (a partire dai sei anni) L’arca Verde parte alle 18:00, realizzato un collaborazione con la libreria Tic: pennelli, colori e la costruzione simbolica di un’arca proiettata nel futuro. Domenica 12 aprile dalle 18:30, si terrà la tappa di chiusura del Senza Parole Live, un incontro pubblico su ecoansia, diritto alla casa e spazi verdi, con la partecipazione di Carla Mastrantonio (SPI CGIL), Flavia Sorichetti (Scomodo), Simona Abbate (Greenpeace) e il fumettista Alec Trenta che realizzerà illustrazioni dal vivo durante il dibattito.

Dopo Roma, GEA 2076 farà tappa in diverse città italiane: dal 17 al 19 aprile a Padova all’interno della Padova Climate Action Week e dal 22 al 24 maggio a Bari.

Foto: Ufficio stampa Greenpeace Italia

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