Sotto lo stesso cielo: design e stargazing riscrivono le tendenze di viaggio

Nel 2026 il viaggio torna a essere un gesto essenziale che risponde all’esigenza di rallentare e spegnere le luci artificiali. Secondo i dati Airbnb, infatti, cresce in modo evidente l’interesse degli italiani per lo stargazing, forma di turismo che mette al centro il cielo notturno e che sempre più spesso si intreccia con luoghi progettati per dialogare con il paesaggio. Strutture dalle architetture discrete, ambienti pensati per la contemplazione e materiali naturali. In poche parole,  spazi da abitare silenziosamente (e con il naso all’insù).

È questo il trend che sta prendendo piede nel nome del design e dell’esperienza a contatto con la natura, che trova nello stargazing una nuova proposta. In Italia, alcune città emergono come punti di riferimento per questo modo di viaggiare. Siena guida la crescita dell’interesse con un aumento delle ricerche superiore al 120%, seguita da Terni (+80%) e Aosta (+35%). Destinazioni diverse tra loro, ma accomunate da un elemento chiave: la presenza di contesti territoriali che favoriscono cieli limpidi e un basso inquinamento luminoso.

Qui il patrimonio storico convive con paesaggi aperti, colline, vallate e montagne, offrendo soggiorni dal ritmo lento, in cui l’osservazione delle costellazioni o della Via Lattea diventa parte integrante dell’esperienza. Non è un caso che molte strutture Airbnb in queste aree puntino su architetture integrate nel paesaggio, grandi vetrate, spazi outdoor e materiali che amplificano il dialogo tra interno ed esterno.

Airbnb, L’oceano e la Via Lattea a Tahakopa Bay Retreat in Nuova Zelanda

Lo stesso approccio si riflette anche nelle mete internazionali. Finlandia e Islanda registrano una crescita significativa delle ricerche (+45% e +20%), spinte dal fascino dell’aurora boreale, fenomeno che trasforma il cielo in una vera e propria installazione naturale, soprattutto tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera.

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Accanto al Nord Europa, crescono anche destinazioni dell’emisfero sud, dove il buio è ancora un valore preservato. Nuova Zelanda (+40%) e Cile (quasi +40%) attraggono viaggiatori in cerca di cieli straordinariamente nitidi: dal deserto di Atacama alle coste remote dell’Oceania. Qui l’ospitalità diventa spesso un esercizio di sottrazione con edifici minimali a basso impatto ambientale espazi progettati per lasciare la scena al cielo.

Viaggiare e osservare, insieme

Un altro elemento chiave del trend è la dimensione condivisa del viaggio. In molte delle destinazioni legate allo stargazing, oltre un soggiorno su tre nella prima parte del 2026 riguarda famiglie o piccoli gruppi di amici. Accade in Italia a Siena, Matera e Bolzano (circa il 35%), e si conferma all’estero in Paesi simbolo come Islanda, Finlandia e Cile.

Osservare le stelle diventa così un’esperienza collettiva, quasi rituale, che rafforza il legame tra le persone e con il luogo. È in questo contesto che Airbnb propone una selezione di alloggi in cui il cielo non è solo uno sfondo, ma parte del progetto: terrazze aperte, cupole trasparenti, case immerse nel paesaggio, dalla Val d’Orcia alla Valnerina, fino alle rive del lago Inari in Lapponia.

Nel nuovo turismo, il lusso non è più l’eccesso, ma la possibilità di abitare il buio, ascoltare il silenzio e lasciare che siano le stelle a disegnare le rotte del viaggio.

Airbnb, Casita La Brea a San Pedro de Acatama, Cile

Immagini da Ufficio Stampa