La street artist Laika torna a bordo della Global Sumud Flottilla con due nuovi interventi dedicati a Hind Rajab e alle migliaia di minori uccisi a Gaza, sostenendo la nuova missione umanitaria.

La street artist Laika torna a dipingere la Global Sumud Flottilla, schierandosi ancora una volta al fianco della missione umanitaria diretta verso Gaza. Dopo le opere realizzate sulle navi nella precedente spedizione, l’artista ha lasciato due nuovi interventi sulla nave madre della flottiglia, che il 12 aprile ha salutato Barcellona per ricongiungersi nei prossimi giorni con il resto della flotta, composta da circa cento imbarcazioni in Italia e in Grecia.

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Intervento di Laika sulla nave madre della Global Sumud Flottilla dedicato a Gaza

Il primo lavoro raffigura la piccola Hind Rajab che indica la rotta, un omaggio alla bambina uccisa da 355 colpi di artiglieria. L’immagine diventa anche un modo per ricordare Ritaj Rihan, freddata a soli nove anni mentre studiava con i suoi compagni di classe, e gli altri 18.000 minori che questa guerra ha spazzato via. Il secondo intervento mostra invece una coppia di manifestanti pro Palestina che si baciano: due opere che Laika ha intitolato rispettivamente Nel nome di Hind e Blocchiamo tutto.

Nel nome di Hind e Blocchiamo tutto: le nuove opere di Laika

Con questi interventi sulla nave madre della Global Sumud Flottilla, Laika rinnova il proprio impegno politico e civile. La scelta di dedicare un’opera a Hind Rajab e di collegarla idealmente alla storia di Ritaj Rihan concentra lo sguardo sulle conseguenze del conflitto sui bambini, trasformando la rotta della nave in una metafora di resistenza e memoria. Il bacio tra manifestanti pro Palestina, al centro di Blocchiamo tutto, richiama invece la dimensione collettiva della protesta e il ruolo delle piazze nel chiedere lo stop alla guerra e all’assedio.

Per l’artista, sostenere la nuova missione della flottiglia oggi è ancora più urgente, perché il genocidio a Gaza è ancora in corso. Laika denuncia come «a Gaza si muore nel silenzio di stampa e opinione pubblica, un silenzio anche causato dalla finta tregua voluta da Trump», una tregua che da quando è stata dichiarata ha registrato più di 700 vittime, che si aggiungono alle oltre 72.000 già presenti in questa terribile conta.

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Dettaglio del murale di Laika con la piccola Hind Rajab sulla Global Sumud Flottilla

Una missione per rompere il blocco navale e tornare in piazza

Secondo Laika, oggi più che mai è fondamentale rompere ed eliminare un blocco navale israeliano imposto dal 2009 da un esercito di occupazione definito illegale, e garantire che a Gaza arrivino in modo continuo e illimitato aiuti umanitari e risorse umane utili a ricostruire la Striscia e a fornire assistenza medica. La Global Sumud Flottilla, con la sua rete di circa cento imbarcazioni, nasce proprio per sfidare questo blocco e per riportare l’attenzione internazionale sulla situazione della popolazione civile.

L’artista evidenzia inoltre la necessità di tornare in piazza per chiedere ai governi e all’Unione Europea di «smettere di essere complici e di interrompere ogni tipo di relazione economica e commerciale con Israele», ribadendo l’urgenza di tornare a bloccare tutto come questione di umanità. Nelle sue parole, la mobilitazione non è solo un gesto politico, ma un dovere etico di fronte alla prosecuzione dell’occupazione e dell’oppressione coloniale.

La Global Sumud Flottilla in navigazione con i murales di Laika a bordo

Laika affida infine alla nave e alle sue opere un messaggio di speranza e resistenza: «Sogno la fine dell’occupazione e dell’oppressione coloniale a Gaza e nella Cisgiordania occupata. Buon vento Sumud», conclude, legando il proprio intervento artistico al viaggio della flottiglia e alla richiesta di giustizia per le vittime del conflitto.

Foto: Ufficio Stampa

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