‘Come le farfalle‘: Laika a Sanremo per Gaza tra arte urbana e musica

Dalla navigazione nel Mediterraneo fino alla città dei fiori. Laika ha scelto la settimana del Festival di Sanremo per tornare a parlare di Gaza con un nuovo intervento urbano dal forte impatto simbolico. Esattamente come annunciato sui canali social: partire in barca da Barcellona verso Sanremo, “dove gli occhi di tutti gli italiani sono rivolti”, per rompere il silenzio mediatico sulla Palestina.

Così, dopo circa 400 miglia di navigazione con i volti di una donna e di bambini gazawi dipinti sulle vele – l’opera itinerante intitolata AGAIN – l’artista è approdata nella città ligure con un nuovo blitz. Con l’obiettivo di accendere i riflettori sulla nuova spedizione della Global Sumud Flotilla prevista per il 12 aprile.

Il nuovo lavoro si intitola Come le farfalle ed è un poster affisso nel centro storico di Sanremo. L’immagine ritrae una bambina con in mano una bambola mentre dalla sua schiena spuntano ali di farfalla. Un simbolo, potente e fragile insieme, che richiama l’infanzia spezzata e la leggerezza negata.

«Non amo le situazioni affollate, ma in un momento di totale silenzio scelgo il posto dove in Italia c’è più rumore. Per ricordare a tutti che a Gaza si muore ancora», dichiara l’artista.

L’omaggio a Ermal Meta

Il titolo dell’opera richiama un passaggio del brano Stella Stellina di Ermal Meta, a cui Laika rende esplicitamente omaggio. «Al cantautore dico grazie per essersi schierato con coraggio – sottolinea – Tutti gli artisti hanno una grande responsabilità in momenti del genere, soprattutto quando il livello di censura è così alto».

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«Non si tratta di essere politicizzati, questa è una questione di umanità. Non possiamo restare a guardare la cancellazione di un popolo. Anche la street art, con i suoi mezzi può e deve fare la sua parte: non è solo per Gaza, è appunto per l’umanità tutta. Bisogna fermare questo massacro: così forse in Palestina, ‘dalla collina verrà una primavera’ e non ci saranno più bambini che come farfalle hanno vissuto solo un giorno», conclude Laika.

L’intervento a Sanremo conferma la cifra stilistica di Laika: azioni rapide, simboliche, capaci di inserirsi nel flusso dell’attualità sfruttando la forza visiva dello spazio urbano. In una settimana in cui l’attenzione mediatica è concentrata su palchi e classifiche, la street art irrompe come controcanto, riportando lo sguardo su una crisi umanitaria che continua a interrogare le coscienze.

Immagini da Ufficio Stampa