Fino al 16 giugno la Veneranda Biblioteca Ambrosiana ospita ‘EGO’ di No Curves curata da Antonello Grimaldi che ci racconta una mostra che fa riflettere sull’identità contemporanea.

loading

Può un museo che custodisce alcuni dei più importanti tesori dell’arte italiana dialogare con il linguaggio della street culture contemporanea? È la sfida lanciata dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana con EGO – Dal nastro adesivo ai grandi capolavori, mostra personale di No Curves, visitabile fino al 16 giugno 2026.

L’articolo continua più sotto

La nostra newsletter bisettimanale dedicata al mondo dell’arte e della cultura

L’esposizione mette in relazione due mondi solo apparentemente lontani. Da un lato, infatti, c’è la tradizione artistica custodita dall’Ambrosiana e, dall’altro, la ricerca visiva di No Curves, artista noto per aver trasformato il nastro adesivo nel proprio linguaggio espressivo. Così, attraverso linee geometriche essenziali e una forte estetica urbana, l’artista interviene su alcune delle immagini più iconiche della storia dell’arte. Creando un dialogo tra passato e presente.

I protagonisti dei dipinti storici vengono reinterpretati attraverso codici contemporanei. È il caso, per esempio, del Musico di Leonardo da Vinci che assume le sembianze di un DJ dell’era digitale. Mentre figure storiche e ritratti del patrimonio artistico diventano strumenti per riflettere sui temi dell’identità, della rappresentazione e della costruzione dell’immagine pubblica.

No Curves allestimento, Foto di Federico Laddaga

Al centro del percorso espositivo emerge il simbolo del balaclava, che nelle opere di No Curves perde il suo significato originario per trasformarsi in una metafora dell’ego contemporaneo e della sovraesposizione mediatica. Spiccano, in mostra, due serie inedite: Maschere Silenziose che sperimenta il linguaggio del vetro per raccontare le fragilità e le fratture invisibili della società contemporanea. E Metamorfosi di Carta, che rielabora l’immaginario delle riviste e della comunicazione visiva per interrogare i meccanismi con cui costruiamo nuove identità.

A raccontare il significato più profondo del progetto è Antonello Grimaldi, Segretario Generale della Veneranda Biblioteca Ambrosiana, che ha curato l’allestimento.

Intervista ad Antonello Grimaldi

«No Curves in Ambrosiana – riconosce Grimaldi – potrebbe sembrare un paradosso. Il museo più antico di Milano che ospita il “filosofo del nastro adesivo”, un artista contemporaneo? In realtà. non ci sono contraddizioni né paradossi, perché bisogna guardare al concept della mostra. Il titolo è EGO ed è un invito a riflettere sull’eterno dilemma della natura umana: l’essere e l’apparire, applicato in ogni campo».

LEGGI ANCHE: — ‘EGO’, No Curves porta i capolavori dell’Ambrosiana nella street culture

Quindi, prosegue: «Io sono un “non curatore”, ma amo definirmi “un manager prestato alla cultura”. Per questo ho lasciato piena libertà all’artista nell’allestimento e nelle didascalie, soffermandomi solo sui concetti legati all’essenza» Secondo Grimaldi, dunque, il cuore della mostra risiede nelle domande che esse pongono allo spettatore.

«La domanda che la mostra pone è: che cosa c’è dietro un’opera d’arte, contemporanea o classica che sia? E, più in generale, che cosa c’è dietro una notizia, dietro una narrazione, dietro persino le fake news? Abbiamo, per esempio, il ritratto di una patriota del Risorgimento, la Morosini, dipinto da Hayez. Ma bisogna andare oltre la maschera, oltre il balaclava, ed entrare nell’opera, andare a fondo.

Il quadro di Hayez può sembrare il ritratto di una donna triste o pensierosa, ma chi è davvero la protagonista? Qual è la sua storia? È proprio questo il punto: non fermarsi all’apparire, ma cercare l’essere».

Una riflessione che, secondo il Segretario Generale dell’Ambrosiana, riguarda non soltanto l’arte, ma anche il ruolo delle istituzioni e il modo in cui ciascuno si rapporta alla realtà. «Questa è un’introspezione che ognuno di noi dovrebbe fare, sia rispetto a se stesso sia rispetto a ciò che osserva. Significa essere parte attiva della società e della cultura, soprattutto per chi ha responsabilità nella gestione delle istituzioni culturali»

Da qui nasce anche una riflessione sul concetto stesso di ego e sulla sua gestione all’interno di una realtà complessa come quella museale. «Anteporre il proprio ego è un rischio che spesso si corre nelle istituzioni. Noi, invece, indossiamo tutti la stessa maglietta: siamo l’Ambrosiana. Io non sono altro che l’allenatore di una squadra. Senza i miei collaboratori tutto questo non ci sarebbe».

No Curves, Opera: Nuova Perseveranza – Ambrosiana / Foto di Federico Laddaga

NO CURVES EGO – DAL NASTRO ADESIVO AI GRANDEI CAPOLAVORI
Sala del Foro Romano – Veneranda Biblioteca Ambrosiana
Fino al 16 giugno
La mostra è ad ingresso libero e visitabile tutti i giorni tranne il mercoledì (giorno di chiusura). 

Foto di Federico Laddaga da Ufficio Stampa

Revenews