Al ‘Riviera International Film Festival 2026’ di Sestri Levante Marco Salom presenta un’installazione immersiva tra videoarte, fotografia e intelligenza artificiale con protagonista Carolina Crescentini.

Nell’incantevole Baia del Silenzio, a Sestri Levante, prende forma la decima edizione del Riviera International Film Festival che si apre a una dimensione esperienziale che supera i confini del cinema tradizionale. Dal 5 al 10 maggio, infatti, la cripta dell’ex Convento dell’Annunziata accoglie il progetto immersivo firmato da Marco Salom, che struttura un percorso fatto di interconnessioni da esplorare.

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L’installazione nasce come un’indagine sul linguaggio contemporaneo dell’immagine, territorio fluido in cui cinema, fotografia e arti visive si contaminano, dando vita a una narrazione stratificata e sensoriale. Per questo, il luogo – carico di storia e suggestione – diventa parte integrante dell’opera, trasformandosi in uno spazio in cui memoria e percezione si interrogano vicendevolmente.

Al centro del progetto si trova Uno strano film, opera di videoarte concepita come un diario visivo in movimento. Girato interamente con uno smartphone tra città europee e paesaggi naturali, il lavoro incarna l’idea di “cinema dell’istante” che implica una pratica immediata, libera da strutture produttive tradizionali, capace di restituire uno sguardo diretto e personale sulla realtà.

Protagonista dell’opera è Carolina Crescentini che con la sua presenza magnetica attraversa uno schermo muto accompagnato da sottotitoli. La sua immagine diventa un filo conduttore visivo, sospeso tra racconto e suggestione, tra presenza e assenza.

La #triplelayerart: materia, AI e gesto pittorico

Accanto alla componente video, l’esposizione si sviluppa poi attraverso la #triplelayerart, una tecnica ideata da Salom che combina fotografia, intervento pittorico e intelligenza artificiale. Le opere nascono da una sovrapposizione di livelli con immagini rielaborate digitalmente, pigmenti acrilici e inserti in oro 24 carati a costruire superfici dense, in cui il visivo si fa anche materia.

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Il risultato è un universo visivo che riflette sulle trasformazioni delle relazioni umane nell’era tecnologica. Le suggestioni di un post-umanismo contemporaneo diventano tensioni emotive, e le opere interrogano scenari in cui il confine tra reale e digitale si fa sempre più sottile.

Con questo progetto, il RIFF amplia il proprio raggio d’azione, accogliendo una proposta che trasforma la visione in esperienza. L’installazione di Salom, infatti, invita il pubblico a entrare in relazione con le immagini, attraversando uno spazio in cui il tempo si frammenta e la percezione si espande.

Un lavoro che riflette sulle possibilità dell’arte contemporanea di raccontare il presente, utilizzando strumenti accessibili e linguaggi ibridi, capaci di restituire la complessità del nostro tempo. O quanto meno di far riflettere oltre la superficie delle cose.

Installazione Marco Salom – RIFF 2026
Dal 5 al 10 maggio 2026
Cripta dell’ex Convento dell’Annunziata, Sestri Levante
Ulteriori dettagli e informazioni alla pagina dedicata qui

Immagini courtesy of the artist

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