Dalle video-indagini geopolitiche ai versi di Amelia Rosselli, la nuova programmazione di via Nizza rifugge le semplificazioni per esplorare le intersezioni tra arte, letteratura e tecnologia digitale.

Il 2026 segna per il MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma l’avvio di una nuova fase: dopo una prima stagione dedicata a Roma come campo di indagine, la programmazione si apre a una costellazione di pratiche e linguaggi che interrogano il presente tra arte, suono, cinema e letteratura. Ideato dalla direttrice artistica Cristiana Perrella, in carica da maggio 2025, il calendario 2026 mette al centro artiste e artisti internazionali, grandi personali e collaborazioni istituzionali, mantenendo saldo il legame con la scena creativa della città.

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La nuova stagione si innesta sul successo delle mostre UNAROMA – prorogata fino al 3 maggio 2026 con tre nuovi appuntamenti di UNAROMA LIVE – e Abitare le rovine del presente, visitabile fino al 10 maggio 2026. Come sottolinea Perrella, il museo punta a essere uno spazio attraversabile, dove la complessità non viene semplificata ma diventa condizione necessaria per un confronto critico e partecipato.

Hito Steyerl Mechanical Kurds, 2025. Courtesy the artist, Andrew Kreps Gallery, New York and Esther Schipper, Berlin/Paris/Seoul Stills © the artist © The artist / VG Bild – Kunst, Bonn 2026

Dal lavoro digitale all’archivio del Premio Strega

Il nuovo ciclo di mostre prende il via il 29 aprile 2026 e si conclude il 30 agosto 2026, inaugurando il programma primaverile con quattro progetti chiave. Mechanical Kurds di Hito Steyerl, a cura di Alice Labor, porta per la prima volta in Italia una video installazione del 2025 che indaga i rapporti tra intelligenza artificiale, lavoro digitale, conflitti geopolitici e produzione di immagini, rivelando i corpi e i territori resi invisibili dai processi di addestramento degli algoritmi.

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In parallelo, la mostra Uno, cinque, dodici. Ottant’anni del Premio Strega, a cura di Maria Luisa Frisa e Mario Lupano, ripercorre la storia del riconoscimento letterario nato nel 1947 da Maria Bellonci e Guido Alberti. Attraverso una “biblioteca ideale” di oltre mille volumi, una timeline che restituisce cinquine e vincitori e un nastro fotografico dedicato ai rituali pubblici delle votazioni, l’esposizione trasforma l’archivio del Premio in un dispositivo visivo e narrativo che racconta i mutamenti culturali del Paese.

Accanto a questi progetti, il museo ospita la storica rassegna di videoarte tutta al femminile SHE DEVIL, giunta alla 14ª edizione e nata da un’idea di Stefania Miscetti. Dal 29 aprile al 30 agosto 2026, nella nuova sala video, le opere di artiste come Monira Al Qadiri, Cecelia Condit, Raffaella Crispino, Yuyan Wang, P.Staff, Janis Rafa e Marianna Simnett compongono un panorama corale che esplora, tra documentario e film d’artista, i molteplici significati della paura nei tempi presenti.

Frame video della rassegna SHE DEVIL 14ª edizione al MACRO Roma
SHE DEVIL Cecilia Condit, I’ve been afraid, Stillvideo, 2020

La sala audio dell’ex Birreria Peroni si apre invece alla potenza espressiva della voce con Amelia Rosselli, un canto nel suo spazio, a cura di Andrea Cortellessa. Dal 29 aprile al 28 giugno 2026 il focus è sulla serie radiofonica Con l’Ascia Dietro le Spalle. Dieci Anni Senza Amelia Rosselli, mentre dal 29 giugno al 30 agosto 2026 la programmazione si concentra sulla lettura integrale da parte della poetessa di Impromptu, offrendo un’esperienza immersiva che intreccia parola, ritmo e musicalità.

Amelia Rosselli

Una costellazione di pratiche tra arte, suono e letteratura

La programmazione 2026 del MACRO si articola in una pluralità di spazi e formati, rafforzando il ruolo del museo come piattaforma di produzione culturale e di ricerca interdisciplinare. La sala audio, la nuova sala video e il cinema ampliano il raggio d’azione verso il suono, il film e i linguaggi audiovisivi contemporanei, introducendo modalità di fruizione più rapide e flessibili che invitano il pubblico a tornare con frequenza.

In questa prospettiva si inserisce anche Science Fashion. Interazioni tra moda, scienza e nuove tecnologie, programma di incontri e workshop a cura di Dobrila Denegri, in calendario dal 13 al 15 maggio 2026. La tre giorni riunisce alcune tra le voci più innovative della moda sperimentale internazionale per riflettere sui nuovi scenari aperti dall’intelligenza artificiale, confermando l’attenzione del museo al dialogo tra discipline.

Nel corso dell’anno si susseguono inoltre la personale di Miriam Cahn, incentrata sul corpo femminile come soggetto politico, la collettiva delle vincitrici del Premio Paul ThorelCaterina De Nicola, Irene Fenara e Lorenza Longhi – e, da settembre, la prima retrospettiva istituzionale dedicata a Marialba Russo, in dialogo con il MUCIV–Museo delle Civiltà. A seguire, il progetto congiunto di Francis Upritchard e Martino Gamper intreccia scultura e design, mentre a dicembre un nuovo lavoro di Alessandro Sciarroni chiude la stagione con un intervento pensato per la sala principale del museo.

Grazie a una fitta rete di collaborazioni – dalla Fondazione Maria e Goffredo Bellonci alla Fondazione Paul Thorel, fino al MUCIV–Museo delle Civiltà – il MACRO consolida un modello operativo basato sul dialogo tra istituzioni e sull’ibridazione dei pubblici. Il museo si propone così come luogo di sperimentazione viva, capace di accogliere il conflitto, mettere in crisi i confini disciplinari e restituire il contemporaneo come esercizio continuo di complessità e pensiero critico.

Immagine d'archivio del Premio Strega con Maria Bellonci e scrittori nel 1956
Premio Strega 1956. Da sinistra Alberto Moravia, Maria Bellonci ed Elémire Zolla. Archivio della
Fondazione Bellonci

Foto: Ufficio Stampa

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