Da Bologna a Ravenna, il progetto diffuso ripercorre l’intera carriera del maestro tra neocubismo, informale e visioni anticipatrici
Da settembre 2025 a maggio 2026 la Romagna rende omaggio a Mattia Moreni con la più ampia antologica mai dedicata all’artista, protagonista irrequieto del Novecento italiano. Il progetto Mattia Moreni. Dalla formazione a “L’ultimo sussulto prima della grande mutazione”, a cura di Claudio Spadoni, coinvolge cinque musei tra Bagnacavallo, Forlì, Santa Sofia, Bologna e Ravenna, offrendo una rilettura completa della sua produzione e del profondo legame con il territorio che scelse come patria elettiva.
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L’opera di Moreni in tappe cronologiche da Bagnacavallo a Ravenna
Il percorso espositivo si sviluppa in tappe cronologiche e tematiche, mettendo in luce le diverse fasi della ricerca di Moreni, artista capace di attraversare movimenti come il neocubismo e l’informale mantenendo una posizione autonoma e sperimentale. Dopo l’apertura al Museo Civico delle Cappuccine di Bagnacavallo, dedicata agli esordi e al periodo dei “cartelli”, la mostra è proseguita al Museo Civico San Domenico di Forlì con le opere delle celebri Angurie e alla Galleria Vero Stoppioni di Santa Sofia, dove sono stati esposti autoritratti e lavori provenienti da una delle più importanti collezioni pubbliche dedicate all’artista.
Il progetto prosegue al MAMbo di Bologna, dove viene rievocata la storica personale del 1965, momento cruciale per il riconoscimento istituzionale di Moreni, e si conclude al MAR di Ravenna con le opere più radicali, tra cui i cicli della Regressione della specie e degli Umanoidi, che testimoniano la sua riflessione visionaria sulla trasformazione dell’uomo e della società contemporanea.

Considerato già negli anni Cinquanta tra i protagonisti della scena europea da critici come Michel Tapié e Pierre Restany, Moreni emerge oggi come una figura centrale e ancora attuale, capace di anticipare temi legati alla mutazione, al rapporto tra uomo e tecnologia e alla crisi dell’identità. L’antologica rappresenta così un’occasione unica per riscoprire l’opera di un artista complesso e necessario, attraverso un progetto diffuso che restituisce la profondità e la coerenza della sua ricerca nel contesto culturale italiano ed europeo.