Il prezzo dell’oro torna sotto una soglia chiave dopo il rally di gennaio: volatilità, prese di profitto e inflazione USA muovono i mercati.

Il prezzo dell’oro è tornato sotto la soglia psicologica dei 5.000 dollari l’oncia, segnando un calo fino all’1,5% dopo il rialzo della seduta precedente, alimentato dai dati sull’inflazione statunitense. La correzione è stata innescata da prese di profitto e da una ridotta liquidità sui mercati asiatici, accentuata dalla chiusura delle piazze cinesi per il Capodanno lunare, in un contesto che ha aumentato la volatilità del metallo prezioso.

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Dal rally al sell-off: la fase di forte volatilità del metallo prezioso

Il recente andamento si inserisce in una fase di consolidamento dopo il rally che a fine gennaio aveva spinto l’oro oltre i 5.595 dollari l’oncia, seguito da un brusco sell-off fino a circa 4.400 dollari. Da allora il metallo ha recuperato parte delle perdite, muovendosi però in modo irregolare. I dati moderati sull’inflazione USA, che rafforzano le aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, continuano a influenzare le dinamiche di mercato, mentre la domanda resta sostenuta, in particolare in Cina, dove le autorità hanno segnalato un aumento delle attività speculative tra gli investitori retail.

Le scommesse speculative e le opzioni call fino a 20.000 dollari

Nonostante la volatilità e una delle più forti correzioni giornaliere degli ultimi decenni, il sentiment di lungo periodo resta sorprendentemente rialzista. Secondo analisti e operatori, sono stati accumulati circa 11.000 contratti su opzioni call che puntano a un prezzo dell’oro compreso tra 15.000 e 20.000 dollari l’oncia entro dicembre. Si tratta di scommesse altamente speculative, ma indicative di una crescente convinzione che il metallo possa beneficiare di shock macroeconomici o geopolitici significativi.

Queste operazioni, pur essendo lontane dagli attuali livelli di prezzo, hanno già contribuito ad aumentare la volatilità implicita. Riflettono inoltre una strategia diffusa tra gli investitori macro, che vedono l’oro come un asset strategico. Il tutto in un contesto globale segnato da incertezza monetaria, tensioni geopolitiche e cambiamenti nelle politiche delle banche centrali.

Oro bene rifugio? Le previsioni degli analisti nel lungo periodo

Secondo diversi analisti, il mercato dell’oro potrebbe attraversare una fase di consolidamento nel breve periodo, ma restare inserito in un trend rialzista strutturale. In questa prospettiva, eventuali ribassi sarebbero da interpretare come opportunità di acquisto. Si rafforzerebbe così l’idea che il metallo prezioso continui a rappresentare un bene rifugio chiave nell’attuale fase di transizione del sistema finanziario globale.

Foto: Shutterstock

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