Tra interventi urbani, mostre diffuse e progetti speciali, il programma che affianca Arte Fiera 49 trasforma Bologna in un laboratorio temporaneo dell’arte contemporanea
Dal 5 all’8 febbraio 2026 Bologna torna a essere un grande laboratorio diffuso dell’arte contemporanea con la quattordicesima edizione di ART CITY Bologna, il programma promosso dal Comune di Bologna con il sostegno di BolognaFiere, in concomitanza con Arte Fiera 49 (6–8 febbraio). La manifestazione è diretta per il nono anno consecutivo da Lorenzo Balbi, direttore del MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna, e vede come Main Sponsor il Gruppo Hera.
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ART CITY Bologna 2026 coinvolge l’intera città con oltre 300 appuntamenti tra mostre, installazioni, performance, talk e progetti speciali, attivati da musei, fondazioni, università, gallerie, spazi indipendenti e istituzioni pubbliche e private. Un palinsesto che conferma il ruolo di Bologna come snodo centrale del sistema artistico italiano, capace di mettere in relazione produzione culturale, ricerca e territorio.
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Lo Special Program: Il corpo della lingua
Cuore concettuale dell’edizione 2026 è lo Special Program “Il corpo della lingua”, curato da Caterina Molteni, che indaga la conoscenza come esperienza incarnata, sensibile e relazionale. Il progetto nasce da una collaborazione speciale con l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e porta l’arte contemporanea in luoghi universitari e spazi normalmente non destinati alla fruizione espositiva, rafforzando il legame tra sapere, formazione e corpo.
Gli artisti e le artiste coinvolti sono giulia deval, Mike Kelley, Ana Mendieta, Alexandra Pirici, Augustas Serapinas, Jenna Sutela e Nora Turato, chiamati a intervenire con opere, performance e installazioni site-specific. Le sedi includono, tra le altre, il Teatro Anatomico dell’Archiginnasio, Palazzo Hercolani, l’ex Facoltà di Ingegneria, la Fondazione Federico Zeri, la Biblioteca Universitaria di Bologna e il Distretto Navile.
Il titolo del programma, ispirato all’omonimo testo di Giorgio Agamben, propone una riflessione sul linguaggio come corpo vivo, instabile, attraversato da relazioni di potere, memoria e trasformazione. Tutti gli interventi dello Special Program sono a ingresso gratuito.
Musei, istituzioni e White Night
Accanto allo Special Program, ART CITY Bologna coinvolge in modo esteso i Musei Civici di Bologna, con ingressi gratuiti o agevolati e orari prolungati, culminando nella ART CITY White Night di sabato 7 febbraio, con aperture straordinarie fino alle ore 23.
Tra i progetti di punta: la grande retrospettiva John Giorno: The Performative Word al MAMbo (a cura di Lorenzo Balbi), le mostre dedicate a Flavio de Marco, Etel Adnan in dialogo con Giorgio Morandi, Concetto Pozzati, Emanuele Becheri, MASBEDO, Michelangelo Pistoletto, Jeff Wall al MAST e numerosi interventi che mettono in relazione arte contemporanea, patrimonio storico e nuove tecnologie.
Una città come piattaforma culturale
ART CITY Bologna si conferma così non solo come evento collaterale ad Arte Fiera, ma come progetto culturale autonomo, capace di attivare un dialogo trasversale tra istituzioni, pubblico e artisti, e di restituire un’immagine di Bologna come città aperta, inclusiva e profondamente radicata nella produzione culturale contemporanea.
Il programma completo è disponibile su www.artcity.bologna.it.
Tutti gli eventi di ART CITY Bologna 2026 sono a ingresso libero o con agevolazioni.